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EVASIONE FISCALE: CALCIO ANCORA SOTTO ACCUSA!!!!
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ARGOMENTO: EVASIONE FISCALE: CALCIO ANCORA SOTTO ACCUSA!!!!

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EVASIONE FISCALE: CALCIO ANCORA SOTTO ACCUSA!!!!

#19255 26-06-2013 09:51:50
Carte truccate per evadere le tasse. Ieri 200 finanzieri hanno acquisito documenti in 41 società di calcio, tutta la Serie A meno Cagliari e Bologna, relativi a 55 contratti di giocatori. L’inchiesta è della procura della Repubblica di Napoli e gli stessi magistrati hanno offerto
il titolo della giornata denominando l’inchiesta in maniera eloquente: «Operazione calcio malato». L’elenco delle ipotesi di reato fa paura: associazione per delinquere, evasione fiscale internazionale, falso, illecita intermediazione, esercizio abusivo di professione, inosservanza di pene accessorie,
emissione e utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, riciclaggio. Giocatori e dirigenti di società non sono indagati, i procuratori sì. Nonostante il clamore, gli inquirenti sembrano essere prudenti. Filtra dagli uffici investigativi una parola d’ordine: «Siamo all’inizio». Ma certo è un inizio col botto.

Il via con Lavezzi.
L’indagine non è nata ieri. Il pool diretto dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina i
sostituti Antonello Ardituro, Danilo De Simone, Vincenzo Ranieri e Stefano Capuano, l’ultimo pm di Calciopoli, quello della controreplica finale, era al lavoro da tempo. In ottobre c’erano state le acquisizioni presso il Calcio Napoli, la Filmauro (sempre per i documenti del club azzurro) e la Federcalcio proprio sui contratti di tre argentini: Lavezzi, Chavez e Datolo. I primi due sono assistiti
dall’argentino Alejandro Mazzoni, la cui abitazione era stata poi perquisita ad aprile in un’operazione che aveva portato i finanzieri anche a casa di Alessandro Moggi, figlio di Luciano e numero uno della nuova
Gea World.

«Reiterate».
L’inchiesta parte da una realtà: per far fronte allo «squilibrio gestionale» è possibile che siano avvenute nel mondo del calcio «operazioni finanziarie illecite». I pm scrivono nei decreti per le acquisizioni che «sono state condotte attività investigative che hanno evidenziato la sussistenza di
indizi di reato a carico degli indagati, in ordine a reiterate condotte finalizzate all’evasione
dell’imposta sui redditi, e più in generale condotte elusive delle regole di imposizione tributaria».

Procuratori «doppi».
Il cuore dell’ipotesi accusatoria sta nella doppia veste del procuratore. I pm hanno scoperto che questa figura, nell’imminenza della firma del contratto, cambiava ruolo: da rappresentante del giocatore a consulente del club con cui avveniva l’affare. Con il procuratore non pagato, come vogliono le norme, dal
giocatore, ma dal club, attraverso una cifra fatturata come «commissione», quindi con una tassazione inferiore, e senza contributi previdenziali, con l’Iva ma senza Irpef. Con la trasformazione di un contratto fra due parti in una vera e propria triangolazione, magari con una contabilità occulta. Una
delle ipotesi è infatti il coinvolgimento di società offshore che agiscono in paradisi fiscali, dove si sarebbe consumata una parte della transazione con una moltiplicazione, in realtà fittizia, delle «commissioni». In particolare, i pm vogliono rintracciare l’esistenza di accordi collaterali procuratorecalciatore e procuratoreclub. C’è per esempio un giocatore che cambia squadra in quattro anni cinque volte con il suo procuratore che diventa consulente di tutti e cinque i club. Un ginepraio, con in mezzo pure i fringe benefit, la gestione dei diritti d’immagine e tv.

Precedente Piacenza.
I contratti sotto inchiesta dovrebbero riferirsi al periodo 20072012. Periodo che fu studiato da un’altra procura, quella di Piacenza, e che a Napoli hanno però ritrovato con il caso Lavezzi. Fra i contratti acquisiti ieri ci sono fra gli altri anche quelli di Sculli, Calaiò, Nocerino, Immobile e Campagnaro.

Riflessi sportivi.
Al momento attuale, invece, è difficile immaginare i riflessi sulla giustizia sportiva dell’operazione
«Calcio Malato». Per ora la storia delle «agentopoli» sportive ha prodotto ammende e piccole inibizioni per i dirigenti coinvolti, ma, come ripetono i sussurri di queste ore, «siamo solo all’inizio».
Ultima modifica: 26-06-2013 09:52:19 Da bibio72.
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Re: EVASIONE FISCALE: CALCIO ANCORA SOTTO ACCUSA!!!!

#19256 26-06-2013 09:57:15
Torna l’incubo del 2006 per Moggi jr e la rinata Gea

Gea. Tre lettere che hanno traversato in questi anni campi di pallone e palazzi di giustizia. E che oggi anche l’inchiesta «Calcio Malato» incontra nuovamente attraverso la posizione di Alessandro Moggi. Nel frattempo la Gea World è tornata.

L’età dell’oro.
Tutto era cominciato con ricchi premi e cotillon, Gea sembrava essere il marchio di moda del calcio: dal 2001 una storia iniziata alla grande, procure importanti, un esercito di 150 assistiti, gestito da una parata di figli d’arte, ma anche una posizione di monopolio che faceva imbestialire l’altra metà del calcio, quella che non era dentro la società.

Rovinosa caduta.
Poi arrivò Calciopoli, la stagione delle intercettazioni, la «cupola» denunciata dai magistrati. La Gea finì al tappeto e messa in liquidazione il 18 luglio del 2006. Anche se l’esito processuale è stato molto diverso da quello di Calciopoli. In realtà, l’accusa di «associazione a delinquere» cadde e per i due Moggi restarono quelle di «violenza privata». Luciano, il papà, ha così avuto in primo grado 18 mesi (poi
ridotta in appello a un anno, il caso riguardava il contratto di Manuele Blasi), mentre Alessandro
se l’è cavata alla fine con 5 mesi (erano 14 in primo grado, per le pressioni su Zeytulaev e Budjanskij).
Assolti gli altri imputati.

Ripartenza a Dubai.
La Gea comunque era caduta nel dimenticatoio. Per poi ripartire facendo rotta a Est. Ecco infatti il 10 aprile del 2012 la nascita in grande stile a Dubai della GeaWorld Middle East. Alessandro Moggi, ancora lui, riparte: «Per me è l’uscita dagli abissi di tante sofferenze negli ultimi anni». Un anno dopo il
ritorno a casa con GeaWorld e l’ennesima kermesse mediatica a Milano: Moggi jr. presentacosì la nuova società con Carlo Oggero e Riccardo Calleri, anche lui nella precedente stagione di Gea. Siamo all’aprile di quest’anno e si chiarisce comunque che la nuova società non avrà procure di calciatori, ma gestirà soltanto diritti di immagine, un altro dei fronti su cui si sta sviluppando l’inchiesta napoletana di queste ultime ore. Nell’appuntamento milanese si arriva addirittura a parlare di «business etico»...

Di nuovo perquisizioni.
Una manciata di giorni ed ecco che la storia sembra riavvolgere il nastro e ritornare sui passi perduti. Il 9 aprile i finanzieri arrivano nell’abitazione di Alessandro Moggi per sequestrare altri documenti. E’
la puntata che precede la maxioperazione di ieri. Anche se lui, l’uomo Gea per eccellenza, ostenta sicurezza all’Ansa: «È normale che ci siano dei controlli in un settore come il calcio che rappresenta una delle industrie più importanti per il Paese. Quanto a me, io sono sereno...
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