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OTTAVI DI FINALE
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ARGOMENTO: OTTAVI DI FINALE

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Re: OTTAVI DI FINALE

#31115 01-07-2014 07:49:15
Germania ai quarti col brivido: Algeria battuta 2-1

Gli uomini di Loew vincono ai supplementari grazie ai gol di Schurrle e Ozil dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Ora c'è la Francia

30 giugno 2014

La Germania soffre, ma passa ai quarti. Nel sesto ottavo di finale di Brasile 2014 la squadra di Loew vince 2-1 con l'Algeria dopo i supplementari. Nei tempi regolamentari, al termine di una gara molto tirata, finisce 0-0, poi Schurrle segna di tacco al 92' e Ozil raddoppia al 120'. Nel finale brivido per i tedeschi: Djabou accorcia le distanze al 121', ma è tardi. Per la Germania ai quarti ora c'è la sfida con la Francia.

LA PARTITA

Alla fine vince la Germania, ma l'Algeria esce dal campo a testa alta. Gli africani non vendicano il "biscotto" di Spagna '82, ma ci vanno molto vicini. Soprattutto nei tempi regolamentari, quando giocano a viso aperto e mettono in grande difficoltà i centrali tedeschi con giocate in rapidità e possesso palla, mettendo a nudo il vero punto debole della banda di Loew. I panzer però sono un osso duro, non mollano mai e anche nelle gare meno brillanti trovano il varco giusto. Ci sono voluti 120' per stendere l'Algeria, d'accordo, ma i quarti sono centrati. E i risultati, soprattuto al Mondiale, contano.

A Porto Alegre niente caldo torrido. Anzi. Il termometro in campo dice 12 gradi e i tedeschi ringraziano. Gli africani un po' meno. Loew deve rinunciare a Hummels, infortunato. Al suo posto gioca Mustafi, con Boateng dirottato al centro. Fuori anche Khedira, dentro Schweinsteiger. Halilhodzic stravolge invece la sua Algeria. Fuori Bougherra, Bentaleb, Brahimi, Djabou e Mesbah: Ghoulam torna sulla sinistra, Taider a centrocampo. In attacco il tandem Slimani-Soudani. Partita subito vivace e ritmi alti, con i panzer che provano a sfondare centralmente. L'Algeria serra le fila e alza il muro, poi lancia Slimani, sempre pronto a far salire la squadra e a infilarsi tra i centrali tedeschi. Schweinsteiger gioca tra le linee e Mustafi spinge sulla destra, ma gli spazi sono pochi e il primo tiro in porta dei tedeschi è di Kroos, dalla distanza. Quando riconquistano palla, gli africani giocano di prima e mettono paura. Al 17' Slimani segna di testa, ma è in fuorigioco. La difesa tedesca è lenta e prima Feghouli e poi Ghoulam vanno vicini al colpaccio. Neuer è costretto a giocare quasi da libero, Ozil e Gotze non brillano e i tedeschi faticano. L'Algeria invece è brillante, ha un buon palleggio e allo stadio Beira-Rio piovono fischi per gli ouomini di Loew. La Germania "balla", ma Mueller, instancabile, si butta su ogni palla e prova a dare la scossa nel finale del primo tempo. Un missile di Mostefa centra in pieno Boateng, poi la difesa algerina si abbassa e solo un mezzo miracolo di Mbolhi su Gotze salva la banda di Halilhodzic. Il primo tempo si chiude senza gol, ma con i tedeschi in avanti.

Negli spogliatoi Loew striglia i suoi e al rientro in campo Schurrle prende il posto di Goetze. Mossa azzeccata. La Germania parte forte. Kroos mette in mezzo, Mertesacker sale in cielo, ma il colpo di testa è centrale. L'Algeria però non molla. Gli africani rischiano, ripartono con tanti uomini e la gara resta viva. Anche Neuer partecipa alla manovra e cerca le punte con i suoi lanci. Passano i minuti e i panzer lentamente prendono in mano il gioco. Al 53' Lahm mira l'incrocio, ma Mbolhi è un gatto e il risultato non si sblocca. Il fortino dell'Algeria regge. E Loew inizia a preoccuparsi e gioca la carta Khedira. Nel finale le squadre si allungano e fioccano le occasioni, ma il risultato non cambia. Al 79' Muller costringe ancora Mbolhi agli straordinari e poi all'81' sbaglia la mira di poco dopo un aggancio show in area. La Germania attacca a testa bassa e Neuer difende da solo le ripartenze avversarie. Ci prova anche Lahm al 93', ma la fatica comincia a farsi sentire e il gol del ko non arriva.

Si va ai supplementari, ma l'inerzia del match ormai è chiara. La Germania vuole i quarti e dopo solo due minuti Muller regala a Schurrle la palla giusta. L'attaccante del Chelsea inventa uno splendido gol di tacco e sposta gli equilibri. Avanti di un gol, la Germania prova ad addormentare la partita e ci riesce fino al 120', quando Ozil raddoppia dopo un'azione insistita di Schurrle. Per i tedeschi il calvario sembra finito e invece c'è ancora spazio per un brivido. Djabou accorcia le distanze al 121' e gli ultimi secondi non passano mai. Poi il triplice fischio, ma che fatica. Con la Francia la Germania dovrà cambiare marcia.


Germania(4-2-3-1): Neuer; Mustafi (70' Khedira), Boateng, Mertesacker, Howedes; Lahm, Schweinsteiger (109' Kramer); Ozil, Kroos, Gotze (46' Schurrle); Muller. Allenatore: Low

Algeria (4-2-3-1): Mbolhi; Mandi, Belkalem, Halliche (98' Bouguerra), Ghoulam; Taider (78' Brahimi), Lacen; Feghouli, Soudani (100' Djabou), Mostefa; Slimani. Allenatore: Halihodzic

Arbitro: Sandro Ricci

Marcatori: 92' Schurrle (G), 120' Ozil (G), 121' Djabou (A)

Ammoniti: Halliche (A), Lahm (G)
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Re: OTTAVI DI FINALE

#31116 01-07-2014 07:51:29
Francia ai quarti con Pogba, Nigeria battuta 2-0

Lo juventino e un autogol di Yobo danno il pass per Rio: adesso una fra Germania e Algeria


30 giugno 2014

La Francia batte 2-0 la Nigeria e vola ai quarti di finale di Brasile 2014. I Galletti partono a un ritmo forsennato, ma trovano un avversario coriaceo, che risponde colpo su colpo. Pogba, Debuchy e Cabaye (traversa) fanno le prove generali per il vantaggio, che arriva all'80' dopo la supremazia nigeriana: Pogba approfitta dell'uscita a vuoto di Enyeama e insacca di testa. Nel finale sfortunato autogol di Yobo. Ora per i Bleus Germania o Algeria.

LA PARTITA

Non è una Francia esaltante, né brillante come in avvio di Mondiale. Ma è una Francia che si candida seriamente a fare strada. I transalpini non erano mai stati eliminati agli ottavi in una Coppa del Mondo (al massimo erano andati fuori al primo turno) e la tradizione è confermata. Come in casa nel '98 e in Germania nel 2006, tutti gli elementi sembrano combaciare per la stesura di una trama dolce e accattivante, quella da grandi appuntamenti. Gli sprazzi della creatura di Deschamps sfiancano a lungo una Nigeria mai doma, e alla fine l'affondano. La nazionale di Keshi non demerita, tutt'altro. Ma alla fine si arrende a una papera del portiere (fino a quel punto quasi perfetto) e al maggior tasso tecnico degli avversari – di Pogba e Valbuena in modo particolare – e sono costretti a salutare il Brasile anzitempo.

La partita è bella, folgorante sin dai primi minuti. Il timore di giocare alle 13, un'ora anomala, è spazzata via dal fresco di Brasilia e dall'avvio sprint delle due squadre. Che si danno battaglia, giocano a viso aperto, cercando di sfruttare gli esterni. L'unica differenza sta davanti: da una parte Benzema, sacrificato sul centrosinistra, e Giroud, inconsistenti e facili prede per i centrali nigeriani. Dall'altra Emenike, giovane rampante che dopo 17' spacca in due la difesa dei Galletti ma si vede annullare il gol per un giusto fuorigioco. La Francia fa gioco sulla destra, dove Valbuena e Debuchy trovano subito il feeling. Manco a dirlo, Pogba è il più brillante. Cerca spesso l'iniziativa personale, detta i ritmi alla squadra, finisce per “travolgere” anche il compagno di squadra Cabaye, che non si fa notare granché fino al tentativo disperato che termina sulla traversa, a secondo tempo inoltrato. Il gioco prodotto, frutto di accellerazioni improvvise e cavalcate devastanti, non trova finalizzatori e ciò comporta un grave dispendio di energie che viene fuori nella seconda fase.

La Nigeria esce meglio dai blocchi: Ambrose è una furia, Onazi compensa le imprecisioni di Obi Mikel e dà stabilità al centrocampo. Anche Musa e Odemwingie fanno la loro parte. Le Super Eagles, a cavallo del 45', vanno vicini al gol con Emenike e Odemwingie, ma Lloris è attento e non demorde. Nella prima mezz'ora della ripresa la Francia sembra fiaccata nell'animo, ma l'infortunio di Onazi toglie agli africani una certezza. Così i Galletti finiscono per risalire il campo e quando Pogba riprende in mano le chiavi del match è l'inizio della fine. Deschamps dalla panchina interviene con Griezmann (al posto di Giroud) e la gara cambia di nuovo. Al 70' Benzema combina finalmente qualcosa di buono, ma Moses interviene sulla linea e scaccia il pericolo. Al 32' Cabaye lascia partire un siluro dal limite dell'area e trova il legno, poi al 34' è super Enyeama a rispondere sulla girata di testa di Benzema. L'assedio fa vacillare anche l'estremo difensore nigeriano, che sbaglia l'uscita sul corner successivo e accomoda il pallone sulla testa di Pogba: facile 1-0. La Nigeria prova a scuotersi ma ora è tutto più difficile. Nel finale c'è spazio per la sfortunata autorete di Yobo, che devia alle spalle di Enyeama il cross di Valbuena. Finisce qui, con tanti rimpianti per gli africani. La Francia, invece, sgambetta fra le migliori otto del Mondiali: l'obiettivo, adesso, è venire fuori alla distanza. Da underdog a favorita il passo è breve.



Francia (4-3-3): Lloris, Debuchy, Varane, Koscielny, Evra, Cabaye, Matuidi, Pogba, Valbuena (93' Sissoko), Benzema, Giroud (62' Griezmann). Allenatore: Deschamps

Nigeria (4-3-3): Enyeama, Yobo, Ambrose, Omeruo, Oshaniwa, Obi Mikel, Moses (89' Nwofor), Onazi (60' Gabriel), Odemwingie, Emenike, Musa. Allenatore: Keshi

Arbitro: Geiger

Marcatori: 79' Pogba (F), 90' (+1) Yobo (Aut.)

Ammoniti: Matuidi (F)
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Re: OTTAVI DI FINALE

#31126 01-07-2014 12:59:49
PROBABILI FORMAZIONI ARGENTINA SVIZZERA

Argentina (4-3-3): Romero; Zabaleta, Fernandez, Garay, Rojo; Gago, Mascherano, D Maria; Messi, Higuain, Lavezzi.

Svizzera (4-2-3-1): Benaglio; Lichtsteiner, Djourou, Schar, R. Rodriguez; Inler, Behrami; Shaqiri, Xhaka, Mehmedi; Drmic.
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Re: OTTAVI DI FINALE

#31127 01-07-2014 13:00:54
PROBABILI FORMAZIONI BELGIO-USA

Belgio (4-2-3-1): Courtois; Alderweireld, Van Buyten, Kompany, Vertonghen; Witsel, Dembelé; Hazard, De Bruyne, Mertens; Lukaku. All. Wilmots.

USA (4-2-3-1): Howard; Johnson, Besler, Cameron, Beasley; Jones, Beckerman; Bedoya, Bradley, Zusi; Dempsey. All. Klinsmann.
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Re: OTTAVI DI FINALE

#31135 02-07-2014 12:23:17
Mondiali 2014, Di Maria tuttofare: ala, mezzala e goleador, reinventato da Ancelotti

L'argentino ha risolto un thriller lanciando la Seleccion argentina ai quarti di finale. A un passo dai rigori ha spaccato la partita e la Svizzera. E il merito è pure del tecnico italiano del Real

Se vi chiedono quale sia il giocatore capace di far cambiare passo all’Argentina e di getto dite "Messi", per una volta siete fuori strada. Perché la risposta giusta è Di Maria. In questa fase della carriera, Leo non si esibisce in accelerazioni partendo da fermo, dopo esser tornato a prender palla a metà campo, come faceva nel Barça di Guardiola. Diventa devastante quando è già lanciato, basta guardare il gol alla Svizzera per rendersene conto (tackle schivato e assist vincente proprio per Angel), ma non spacca la difesa con lo spunto secco. L’unico in grado di farlo, nella Seleccion, è l’esterno del Real Madrid. O mezzala, se preferite, vista l’evoluzione tecnica suggeritagli da Carlo Ancelotti e riproposta dal c.t. Sabella qui in Brasile. A San Paolo, Di Maria ha mostrato tutto il bello e il brutto del suo repertorio da pezzo unico: le accelerazioni e i cross sbagliati, i dribbling e la poca concretezza in zona-gol. Poi, quando in avvio dei supplementari la Svizzera sembrava tenere botta e usciva in palleggio tra gli "olé" dei brasiliani, Angel ha suonato la carica. E’ ripartito a testa bassa, ha costretto Benaglio a una gran parata e poi finalmente l’ha superato.

LUNGHE DISTANZE — Il pallone gliel’ha dato Messi, che per gusti calcistici è all’opposto: la Pulce ha già tesserato il figlio Thiago per l’amato Newell’s Old Boys, mentre Di Maria è un prodotto delle giovanili del Rosario Central. Uno è finito al Barça, l’altro alla Casa Blanca. Ma la sintassi calcistica, quando supera un certo livello, non può che accomunarli. Angel ieri ha fatto di tutto: ha iniziato da interno sinistro, ha capito che contro Lichtsteiner non era aria ed è diventato ala destra, con Lavezzi sul lato opposto e Messi-Higuain di punta. Ha pressato, ha preso tanti calci, ha saputo tener duro. E il fatto che alla fine del match sia stato capace di proporre l’ennesimo scatto fa il paio con la gran giocata della finale di Champions League, quando nei supplementari è passato tra due difensori e ha offerto a Bale in pallone ammazza-Atletico.
Gioia e disperazione. LaPresse


GOL E ASSIST — Ha 26 anni, Di Maria. E’ nel pieno della maturità tecnica e agonistica. Gli piace più mandare in rete i compagni che segnare, come dimostrano i 26 assist collezionati in questa stagione madridista, nelle varie competizioni, a fronte di 11 reti. Nemmeno sette mesi fa sembrava perso: forse ricorderete il gestaccio osceno ai tifosi del Bernabeu, che lo fischiavano mentre usciva dal campo, sostituito. Si è detto: va via di sicuro nel mercato di gennaio. Ma Ancelotti si è impuntato, ha detto "neanche per idea". Giù la testa, lavoro duro e pace fatta con la aficion non appena sono arrivate le magie. Il Bayern, ieri rappresentato da un bravissimo Shaqiri, nella semifinale di Champions non è riuscito mai a contenerlo. Anche in nazionale c’era qualcosa da dimostrare: qualche golletto in amichevole, qualcun altro nelle qualificazioni, ma mai in un Mondiale prima di quello a San Paolo. I fuoriclasse non scelgono le occasioni più importanti per dimostrare chi sono: semmai, è il contrario.
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Re: OTTAVI DI FINALE

#31136 02-07-2014 12:25:07
Mondiali, Belgio-Usa 2-1: decidono De Bruyne e Lukaku ai supplementari, Green accorcia

Finisce 2-1: la squadra di Wilmots domina, spreca e rischia la beffa nel recupero. Ai supplementari decisivo l'innesto del centravanti, che propizia il gol di De Bruyne e raddoppia. Poi segna Green e gli americani sfiorano il pari

Anche l'ultimo quarto di Brasile 2014 sarà memorabile (con tutte le vincitrici dei gironi qualificate): l'Argentina di Messi sfiderà il Belgio di Hazard, che domina gli Usa ben oltre il 2-1 finale. Spreca molto e trema nel finale, con Jones e Dempsey a sfiorare il 2-2. Il Belgio ha il solo torto, non da poco nel calcio, di sbagliare una caterva di gol. Così gli ultimi minuti, dopo la rete di Green, mettono in discussione un verdetto sacrosanto. Ma Wilmots si era già preso un grosso spavento, quando Wondolowski al 93' si è divorato il gol della beffa a due passi da Courtois.

BELLI E SPRECONI — Il Belgio, forse la squadra più accattivante del Mondiale per la quantità di talento giovane che mette in campo, gioca la miglior partita di questo Mondiale. De Bruyne a 23 anni è già completissimo, Kompany è una guida sicura in difesa, Witsel un regista di qualità. Hazard va un po' a strappi, ma quando si accende fa male. Così come il talentino Origi, preferito a Lukaku, a cui manca solo freddezza davanti alla porta. Ma è un '95, impossibile che sia già perfetto. Gli Usa, con Dempsey avanzatissimo, concedono moltissimo. Devono ringraziare le 15 (!) parate di Howard, di cui la metà per nulla banali. Sbagliano Origi (che colpisce anche una traversa), Hazard, Mertens, Mirallas, Witsel e altri. Le occasioni piovono, perché gli Usa non riescono mai ad arginare il Belgio, che manovra in velocità e senza dare punti di riferimento.

CAMBIO DECISIVO — Superato il coccolone dell'ultima azione nei regolamentari, Wilmots si conferma ottimo lettore di partite. Leva Origi, un po' frustrato per i gol sbagliati, e inserisce Lukaku, la cui panchina iniziale sa di punizione dopo prestazioni indecenti per uno del suo livello. E proprio il giocatore del Chelsea spacca in due la partita: sfonda a destra, Gonzalez respinge e De Bryune segna col diagonale di destro dopo un ottimo lavoro di preparazione. Bel gol. Lo stesso Lukaku sembra chiuderla segnando di sinistro, ma è un altro nuovo entrato, Green, a riaprire l'ennesima partita memorabile di questo Mondiale. Jones sfiora il gran gol, Courtois sbarra la strada a Dempsey. Il Belgio, tutto fioretto e forse poca clava, si regala la sfida a Messi. Ma per fargli lo sgambetto dovrà essere più concreto e bello allo stesso modo.
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